CENTRO CULTURALE PAOLO VI - RIMINI
via Guglielmo Oberdan,26/A - 47921 Rimini
e-mail: cculturalepaolosesto@gmail.com
www.paolosestorimini.org


SOCI FONDATORI
Giovanni Arlotti
Lydia Beltrami
Guido Benzi
Daniela Bologna
Lidia Casadio
Enrico Casalboni
Marilena Cesari
Ines di Carlo
Filippo Fabbri
Paolo Guiducci
Angelo Masi
Daniela Pesaresi

Antonio Polselli
Massimo Righetti
Ennio Tonini
Miranda Tonti
Ugo Turchi

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2014/16

Presidente
Antonio Polselli
Vice presidente
Paola Affronte
Consiglio Direttivo
Chiara Arlotti, Silvana Arlotti
Mauro Bianchi, Daniela Bologna
Antonella Dappozzo, Lydia Beltrami
Giuseppe Pasini, Massimo Righetti
Assistente spirituale
Don Guido Benzi



Presentazione





Il Centro Culturale Paolo VI nasce nel 1996 da un gruppo di cattolici riminesi di diversa età ed estrazione sulla scia dell’intuizione scaturita al Convegno Ecclesiale di Palermo di rilanciare una presenza significativa dei cristiani nel mondo dell’animazione culturale, in vista di un servizio alla società civile e alla comunità diocesana, specialmente ai giovani che muovono i primi passi nel mondo del lavoro e dell’impegno professionale e sociale.
In questi anni, avvalendosi della metodologia degli Operatori culturali dell’Università Cattolica di Milano, cui è legato sin dalla sua fondazione, il Centro si è occupato di argomenti che toccano nel vivo le persone (formazione al lavoro, riforme istituzionali, bioetica, immigrazione, educazione, fede e bellezza...) con l’intento di parlare a tutti e con tutti, nello sforzo costante di fare incontrare la contemporaneità con le ricchezze che promanano dalla fede e per testimoniare che “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (
Gaudium et Spes, n°1).
Nelle intenzioni, quindi, il desiderio di vivere quella che papa Paolo VI definiva “totale amicizia” con “tutto l’umano”, cioè una partecipazione dal di dentro ai drammi e alle domande del nostro tempo, nell’umile e gioiosa consapevolezza che anche il nostro tempo è, nonostante le apparenze, abitato dal Signore.



Presentazione del Centro Culturale Paolo VI di Rimini in occasione dell'anniversario del proprio decennale di vita
Mons. F. Lanfranchi

“La cultura costituisce il terreno fondamentale di crescita, o invece di alienazione e deviazione, delle persone e delle comunità, e così anche lo spazio privilegiato di incarnazione del Vangelo e di confronto con altre e diverse visioni della vita. Per la Chiesa e per ciascun credente la sollecitudine e l’impegno riguardo agli indirizzi e agli sviluppi della cultura non è dunque una forma di evasione da più concrete responsabilità pastorali o sociali; vuol dire invece farsi carico di quegli ambiti nei quali maturano le condizioni dei modi di pensare, delle scelte e dei comportamenti religiosi e morali,” ( CEI 19 sett. 1994 ).

Mi sembra che questo pensiero del Card. Camillo Ruini possa aiutarci a comprendere la passione e l’anima del Centro Culturale Paolo VI, che compie 10 anni di vita ( 1996-2006 ),
Non è senza significato che il Centro sia nato dopo il Convegno Ecclesiale di Palermo del 1995 e la proposta del progetto culturale per la Chiesa italiana.

Il gruppo di persone che ha dato vita al Centro Culturale Paolo VI era convinto che, per una presenza cristiana nella società, oltre alla testimonianza e all’impegno nella liturgia, nella catechesi, nel servizio della carità, occorresse entrare nelle problematiche della vita degli uomini e dei giovani di oggi, in questo tempo di grandi e profondi cambiamenti, inserendosi nella prospettiva dell’evangelizzazione della cultura e nell’inculturazione del messaggio cristiano.
Già la Gaudium et spes aveva raccomandato: “I fedeli vivano in strettissima comunione con gli uomini del loro tempo e si sforzino di penetrare perfettamente il loro modo di pensare e di sentire, di cui la cultura è espressione” ( n° 62 )

Portare il Vangelo nella cultura e mediante la cultura è vera attuazione del comandamento della carità. E’ l’amore per il mondo in cui siamo inseriti che ci porta a leggere, nell’oggi, i segni dei tempi, di cui parla il Concilio; i segni di una presenza che chiede di essere capita, amata e orientata.
Sentiamo “l’esigenza di sanare una frattura tra vangelo e cultura, coniugare in senso culturale, non meno che spirituale, la verità di Dio, che è amore, e la verità dell’uomo, che è chiamato all’amore”
( Convegno di Verona relazione Ornaghi )

In questi 10 anni di vita il Centro Culturale Paolo VI ha dimostrato una forza creativa e una capacità interpretativa notevoli. Sarà sufficiente rivedere i manifesti delle attività culturali e formative promosse per rendersi conto che non c’è stato problema, di un certo rilievo, che abbia interessato la nostra società, sul quale il Centro non abbia offerto un dibattito e un orientamento, nel dialogo e nel confronto anche con esperienze culturali diverse.
Ripensare in retrospettiva il lavoro fatto non significa compiacersi ed adagiarsi, ma guardare in avanti e prendere forza per affrontare le sfide sempre nuove di una società che vive continui mutamenti antropologici e culturali, e affermare sempre maggior raccordo con il territorio, con l’intenzione di animare culturalmente la collettività nella quale siamo radicati

Il Centro Culturale Paolo VI, che ha precedenti storici e ispirazioni validissime nella storia culturale della nostra città, da Igino Righetti a Maria Massani, è convinto che la cultura non è solo lettura e risposta ai bisogni dell’uomo, oggi, ma è indispensabile strumento per costruire il futuro

“Non bisogna portare la cultura solo agli intellettuali, ma a tutto il popolo”. Così affermava il Beato Alberto Marvelli, quando nel 1945 dava vita ad una Università popolare, con l’intento di divulgare la cultura, coinvolgendo tutta la comunità cittadina. Aveva capito che la cultura riguarda la vita di tutti e richiede, al di là delle diversità delle opinioni, la testimonianza di ognuno.

E’ con questo spirito e nel solco di questa tradizione che il Centro Culturale Paolo VI continua il suo cammino.